Antonio Zanetti

TEATRO - OPERE

Tra le Compagnie che hanno messo in scena i miei testi…

La Compagnia della Torre di Piove di Sacco (PD), Compagnia Anonimi e contrari di Roma, Compagnia Bolla d’aria di Bologna, Compagnia del Barchì di Arquata Scrivia (AL), Filodrammatica della Giacoma di Predazzo (TN), Gruppo I giovani di Roncegno (TN), Compagnia Il bivacco di Genova, Compagnia La Marianella di Romallo (TN), La Piccionaia di Vicenza, Liceo Majorana di Putignano (BA), Nautilus cantiere teatrale di Vicenza, Compagnia Teatro Rotondo di Trieste, Compagnia Teatro Aurelio di Roma, Gruppo Temporaneo Teatrale di Tollegno (BI), Compagnia Tuttinscena di Camponogara (VE), Compagnia Gli amici di Cesco di San Donà di Piave (VE), Marionette senza fili di San Cesareo (RM), Teatro della corte di Castellanza (VA), Compagnia I ragazzi del Muretto di Genova, Compagnia La Porta Nascosta di Genova

Tutti i testi sono tutelati da SIAE. Ogni modifica o adattamento deve essere autorizzata dall’autore.

DONNE DI VENERDÌ

Tre ragazze condividono un appartamento e, insieme a tre amiche, si trovano coinvolte in una serie di inquietanti telefonate anonime, complici un marito un po’ birichino e un amico maldestro. Questi sono gli ingredienti di una divertente commedia che esplora le dinamiche femminili.
Le sei donne hanno deciso di dedicare un venerdì sera a se stesse, un momento per ritrovarsi dopo il lavoro, chiacchierare, giocare a ramino e divertirsi. Tuttavia, la loro serenità viene turbata dall’apparizione di un misterioso maniaco, che inizialmente le spaventa ma poi diventa parte della loro vita quotidiana, soprannominato affettuosamente “l’amico Fritz”. Questo evento dà inizio a una serie di situazioni comiche, alimentate dai caratteri unici delle protagoniste e dai conflitti che emergono tra di loro.
Le avventure si snodano con brio e vivacità, in un contesto attuale e facilmente riconoscibile per molte donne. Gli uomini, come spesso accade nella vita, si rivelano elementi di disturbo, compromettendo l’armonia che le protagoniste avevano faticosamente costruito. Tuttavia, attraverso sfide e difficoltà, riescono a ritrovare un equilibrio, concludendo la loro storia non solo con soddisfazione, ma anche con una buona dose di divertimento.

Scena unica: Il soggiorno di casa delle tre amiche

Tipo: commedia
Atti: 2
Lingua: italiano
Personaggi: 6 femminili, 2 maschili
Durata: 1h 35′ circa
Codice SIAE: 826124A

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LE IMPIEGATE

Paola, Lisa e Clara, lavorano presso l’Agenzia Morini tiranneggiate dalla signora Erika, moglie del titolare. Unico svago a loro concesso durante la giornata è la visita di Assunta, la svagata ed esuberante portinaia del condominio, e di Cosimo, suo cugino addetto alle pulizie. Il signor Riccardo Morini, che poco si dedica al lavoro, si fa vedere solo quando ha bisogno di elemosinare quattrini dalla moglie per le sue “spesucce”. Ed è proprio a causa di una di queste incaute spesucce che Erika scopre che lui, il titolare dell’agenzia, ha una storia con una delle impiegate. L’amante di Riccardo è Lisa, la quale aveva tenuta segreta la cosa anche alle sue colleghe. Erika, furiosa, si reca di sabato pomeriggio a casa di Paola trovandovi, per una combinazione di eventi, anche Lisa, Clara, Assunta e Cosimo oltre a Riccardo. Decisa a scoprire chi sia la “ganza” del marito, si trova di fronte alla reazione delle ragazze e anche di Assunta che per salvare Lisa da rappresaglie, confessano a turno di essere ciascuna l’amante del signor Morini. Ne segue un parapiglia nel quale Riccardo – che vigliaccamente scarica Lisa definendosi vittima incolpevole delle circostanze – ed Erika hanno la peggio e vengono buttati fuori dall’appartamento. Le tre amiche però, licenziate in tronco, sono rimaste senza lavoro. Sfumata la speranza di una vincita al lotto, in cui insieme ad Assunta avevano riposto qualche ambizione di riscatto, Paola, Lisa e Clara riusciranno a trovare in loro stesse la soluzione al problema della disoccupazione. Mai più padroni tiranni, mai più speranze in improbabili colpi di fortuna, ma fiducia nelle proprie risorse e nella propria determinazione.

Primo atto: ufficio dove lavorano le impiegate
Secondo atto: casa di Paola

Tipo: commedia
Atti: 2
Lingua: italiano
Personaggi: 5 femminili, 2 maschili
Durata: 1h 40′ circa
Codice SIAE: 905981A

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LE FEMENE DE SCIENZA

La commedia è una rielaborazione dell’opera di Molière “Les femmes savantes” (Le intellettuali) e contrappone le donne alle donne: c’è chi, come Filaminta, Belisa e Armanda, pensa che l’emancipazione consista solo nella dedizione alle scienze e alla cultura e chi, come Enrichetta, Aristella e tutta la servitù della casa di Crisalo, per contro rivendica il piacere del tradizionale ruolo della donna dedita alla famiglia.
Lo scontro è inevitabile e la presenza del pomposo intellettuale Trissottani, che Filaminta ha designato futuro sposo della figlia Enrichetta, provoca ulteriori dissidi in famiglia. La ragazza infatti è innamorata di Clitandro, ex spasimante della sorella Armanda. La famiglia si divide e lotta senza esclusione di colpi per prevalere sulla parte avversa. Quando sembra che il partito delle intellettuali stia per prevalere, l’astuto stratagemma di Aristella ribalterà la situazione smascherando le mire venali di Trissottani e permettendo a Enrichetta e Clitandro di coronare le loro aspirazioni amorose. La comicità a tratti esilarante scaturisce dai numerosi conflitti cui partecipa anche la servitù e dal susseguirsi dei colpi di scena che rendono la commedia spassosa ed estremamente godibile.

Tipo: commedia
Atti: 2
Lingua: italiano
Personaggi: 10 femminili, 4 maschili
Durata: 1h 40′ circa
Codice SIAE: 855188A

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VIVA, VIA IL PODESTÀ!

In un isolato villaggio di cui non si sa nemmeno il nome, sperduto in una non meglio definita regione (forse balcanica), la vita scorre sempre uguale. Da sempre è amministrato dalle solite persone in modo… beh, in modo “discutibile”, così come in tante altre parti del mondo il potere viene gestito dai politici: con la massima attenzione a consolidarlo e ad avvantaggiarsene. Un bel giorno però, una notizia viene a turbare il quotidiano tranquillo scorrere della vita dei primi cittadini del villaggio: sembra che sia giunto dalla capitale, in incognito, un ispettore ad indagare sulla regolarità dell’amministrazione di quel luogo. Venuti a sapere che presso la locanda alloggia un misterioso forestiero, il podestà e i suoi compari, sicuri di aver identificato il loro uomo, si attivano per guadagnarsi i suoi favori.
Dopo essersi prodigati a fargli visitare le istituzioni del villaggio (opportunamente preparate per ben figurare), dopo averlo ospitato in casa, avergli prestato denaro (lasciandogli intendere che non sarà necessario che lo restituisca), il podestà gli concede come promessa sposa la figlia, di cui questi si è mostrato invaghito.
Ormai sembra fatta. Tutto è andato per il meglio e promette bene per il futuro. D’un tratto però “l’ispettore” deve lasciare il villaggio insieme al suo servitore. Nell’attesa del suo ritorno il podestà e i suoi amici discutono sul futuro. Ed è allora che si presenta la locandiera con un imprevisto annuncio, che sgomenta tutti i presenti.

Scena unica: casa di Anton Lucrovic

Tipo: commedia
Atti: 2
Lingua: italiano
Personaggi: 10 femminili, 4 maschili
Durata: 1h 40′ circa
Codice SIAE: 890418A

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COME UN TOPO NEL FORMAGGIO

Versione con 2 personaggi
Un gelido venerdì sera di febbraio, Bruno è solo in casa. Marina, sua moglie, è in vacanza sulla neve con la famiglia. Giulia, madre di una bimba di quattro anni, compagna di Massimo, quella stessa sera ha in programma una cena con le amiche. Prima di raggiungerle però, passa per una breve visita alla coppia di amici ma trova solo Bruno. Il caso regala ai due l’occasione di stare insieme senza la presenza dei rispettivi moglie e compagno, così lei decide di fermarsi e rinunciare alla cena con le amiche. Giulia, decisa a ribadire la sua insofferenza al rendere conto a tutti dei suoi movimenti, non vuole però che si sappia dove si trova e al telefono mente ad amiche e compagno sul luogo in cui sta trascorrendo la serata. Per tutto il tempo i due, ricordano i loro trascorsi, scherzano, escono a cena e poi, di nuovo a casa, si confidano a distanza di anni i loro sentimenti di un tempo. Giulia, divertita all’idea di fingere di flirtare con l’amico, si lascia prendere dal gioco. Bruno a sua volta fa lo stesso pur senza una reale volontà di approfittare della situazione. Quando giunge l’ora di andarsene però Giulia si sente male e non è in grado di guidare. Fuori nevica e le strade sono impraticabili. A questo punto Giulia dovrà trascorrere la notte a casa di Bruno. I due – da sempre consideratisi semplicemente amici – dormiranno insieme come vecchi amici o… ?

Versione con 3 personaggi
In questa versione entra in scena Enrico, un amico di Bruno che lo invita a uscire e poi si presenta a casa sua. Bruno sceglie attivamente di rinunciare a un’uscita con Enrico per restare con Giulia.

Scena unica: soggiorno di casa di Bruno

Tipo: commedia
Atti: 1
Lingua: italiano
Personaggi: 1-2 maschile, 1 femminile
Durata: 45′ – 55′  circa
Codice SIAE: 905982A

☆ Testo finalista al Concorso Nazionale di Drammaturgia “In Punta di Penna – 2017”

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PERSONE CHE POTRESTI CONOSCERE

In un bar poco frequentato, in cui lavora Sonia come cameriera, si incontrano Carlo e Lucia, entrambi ultracinquantenni. Lei ha visto il profilo di Carlo su Facebook e lo ha invitato per un caffè per fare conoscenza. Carlo ha una relazione con Greta, una ragazza di vent’anni che, venuta a conoscenza che il compagno ha incontrato una donna conosciuta su Facebook si ingelosisce e vuole sapere chi è. Accedendo al profilo fb del compagno scopre che la donna è sua madre. Divertita dalla coincidenza, decide di invitare Lucia allo stesso bar in cui ha incontrato Carlo e si diverte a stuzzicarla sull’argomento “incontri al buio” senza rivelarle di sapere. Anche Lucia vuole parlare con la figlia: ha scoperto che ha una relazione con un cinquantenne e non glielo ha mai detto. Ne segue un litigio e Lucia se ne va. Dopo qualche giorno Greta invita a casa sua la madre per far pace. Decisa a svelare l’identità del proprio compagno invita Carlo a raggiungerle. Questi arriva proprio mentre Greta si è assentata un momento e si trova di fronte a Lucia. Carlo conosce Lucia dai tempi del liceo: si era preso una cotta ma lei, insieme ai suoi amici lo aveva umiliato, preso in giro, reso lo zimbello di tutta la scuola e lui aveva tentato il suicidio per poi lasciare la scuola e cambiare città. Reagisce male: non ne vuole più sapere niente di nessuna delle due che pensa siano alleate per divertirsi alle sue spalle. Greta rientra e si scontra con la madre che le rivela i suoi trascorsi. La ragazza in realtà sta con Carlo perché lui è amico del docente che lei vuole convincere a curare la sua tesi di laurea. Mesi dopo Carlo accetta di rivedere Lucia al bar. La donna non voleva fargli del male: è vedova da tre anni, si sente sola e si è ricordata di quel ragazzo che sopportava tutto pur di vederla perché l’amava. Greta, che si trovava nel bar ma si è nascosta, assiste all’incontro e quando Lucia bacia Carlo compare e recrimina con la madre. Le due si scontrano, ciascuna decisa a conquistare la fiducia dell’uomo. L’intervento di Sonia, la cameriera, darà con un bluff una svolta definitiva e inaspettata alla vicenda.

Scene: bar di Sonia e appartamento di Greta

Tipo: commedia
Atti: 5 quadri
Lingua: italiano
Personaggi: 3 femminili, 1 maschile
Durata: 1h 10′  circa
Codice SIAE: 939737A

RIDICULOSA ISTORIA D’ELEONORA E SUE DISGRAZIE D’AMORE

Nella piazza di un paesino il popolo è intorno a un palco, impaziente attesa che una compagnia di teatranti dia inizio ad una commedia. Si tratta di una scalcinata compagnia di giro ai tempi della Commedia dell’Arte. Fra’ Girolamo piomba sul luogo e cerca di impedire al popolo di assistere allo spettacolo ma poi si fa convincere a rimanere pure lui ad assistere e l’opera va in scena. La commedia narra della “disgrazia” di Eleonora, moglie del mercante Guglielmo, la quale da anni non riceve dal marito la soddisfazione dei suoi bisogni carnali. Disperata confessa all’amica Lucrezia, padrona della locanda, e alle serve Lisetta e Rosetta pe sue pene. Giunge in città Vitellozzo, che dichiara a Bartolino di essere un gigolò ante litteram in cerca di occupazione. Questi, informato da Lisetta del problema di Eleonora, si offre dietro compenso di far incontrare i due. La vicenda si complica per la presenza alla locanda di Capitan Caimano e delle due ladruncole Vanesse e Clarisse che si inseriranno nella storia provocando zuffe, imprevisti e complicazioni che alla fine Lucrezia risolverà con buona pace di tutti.

Scena: palchetto con fondale

Tipo: commedia
Atti: 2
Lingua: italiano
Personaggi: 4-10 femminili, 4-8 maschili
Durata: 1h 50′ circa
Codice SIAE: 821637A

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PURGHE E SALASSI… PURCHÉ IL MEDICO S’INGRASSI

Una compagnia si ritrova a provare a due giorni dal debutto la messinscena de “Il malato immaginario” di Molière quando all’improvviso due attori e un’attrice danno forfait! Quella sera manca anche il regista e Valerio, il più esperto della compagnia, che interpreta il ruolo di protagonista, dopo essersi consultato coi compagni sul da farsi, decide di effettuare ugualmente la prova chiedendo a Maria e Sophie, le due donne delle pulizie e a Tosca, la costumista della compagnia, di interpretare i ruoli degli attori assenti.
Ivana che interpreta il ruolo di Angelica, nutre forti dubbi sulle capacità delle attrici improvvisate e soprattutto di colei che definisce “la sartina”: le due si affrontano col risultato che Tosca accetta il ruolo per sfidare la spocchiosa Ivana e dimostrarle di essere in grado di recitare meglio di lei.
Nelle pause della prova si rivelano diversi aspetti dei personaggi: Monica, la compagna di Valerio con la sua ipocondria, Sophie, che aveva sempre sognato di diventare un’attrice contagiando anche Maria, Roberto che ha una relazione segreta con Tosca e via via tutti gli altri ciascuno con i suoi tic, manie, tratti caratteriali.
La compagnia alla fine si unisce nella difficoltà e alternando scene di attualità alle scene del Malato immaginario, riescono a portare a termine la loro versione della satira che Molière esprimere con il testo oggetto della messinscena.

Scena: il palco del teatro con pochi elementi scenici

Tipo: commedia
Atti: 2
Lingua: italiano
Personaggi: 7 femminili, 4 maschili
Durata: 1h 40′ circa
Codice SIAE: 875191A

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IL PIFFERAIO DI HAMELIN

È un atto unico apparentemente per bambini ispirata dalla famosa fiaba di cui si conoscono diverse versioni a partire dalla metà de XIV secolo. Nella città di Hamelin vivono persone semplici, solidali tra loro e capaci di affrontare insieme le difficoltà. Ma una serie di annate di ottimi raccolti genera prosperità e risorse grazie alle quali ciascuno diventa sempre meno bisognoso degli altri. La disponibilità di ricchezza pian piano trasforma il carattere dei cittadini. Ciascuno bada più al denaro che ai rapporti umani, ce la fa da solo e riduce i rapporti sociali, tanto chi ha più bisogno degli altri? Inoltre i cittadini esigono che il borgomastro faccia delle spese perché la città possa mostrare, forse addirittura ostentare la ricchezza. Spese superflue cui il borgomastro non si oppone anzi, questi vede nelle richieste dei cittadini un motivo per gravarli di nuove tasse cui, ricchi come sono, loro non si oppongono. Anche le vecchie norme di saggezza popolare tramandate dai proverbi vengono abbandonate. L’isolamento è solitudine e la solitudine piano piano genera dubbi, angosce, paure: metaforicamente i topi, appunto. La città ne è invasa e quando si presenta un Pifferaio che promette di liberare la città dai topi, gli viene promessa una grossa cifra come ricompensa. Durante una notte il Pifferaio svolge il suo compito ma quando va a riscuotere i cittadini non intendono pagarlo: in fin dei conti che ha fatto? Ha solo fatto una suonatina. Così il Pifferaio toglierà ad Hamelin il futuro, cioè i bambini: una società che perde i valori umani basando la convivenza solo su quelli finanziari è destinata a scomparire.

Scena: una piazza con pochi elementi scenici

Tipo: commedia
Atti: 1
Lingua: italiano
Personaggi: 9 femminili, 7 maschili
Durata: 1h circa
Codice SIAE: 821633A

L’ABITO FA IL MONACO

Ad un provino per selezionare gli interpreti di un allestimento di “Due dozzine di rose scarlatte” si presentano arrivando alla spicciolata diversi candidati. Nessuno degli intervenuti conosce di persona il regista né lo ha mai visto. L’attenzione di tutti si fissa su uno dei presenti un po’ più anziano che ha un modo di fare riservato e formale e si diffonde il sospetto che proprio lui sia il famoso regista Gerardo D’Acquino che in incognito si sia finto un candidato con lo scopo di osservare e valutare i presenti.
Ormai certi dell’identità del personaggio scatta tra i presenti una competizione per mettersi in mostra, esibire i propri titoli, farsi notare per estetica, abilità, curricula e un gioco al massacro di alcuni nei confronti di altri.
Quando il vero regista apparirà per invitare i candidati a trasferirsi in un’altra sala per iniziare i provini e si scoprirà che il personaggio sospettato non è il regista, le diverse reazioni di coloro che erano caduti nell’equivoco lo lasceranno solo in scena a chiedersi cos’ha fatto di male.

Scena: sala d’attesa o palco di un teatro con sedie

Tipo: commedia
Atti: 1
Lingua: italiano
Personaggi: 3 femminili, 6 maschili
Durata: 20′ circa